l’immaginario collettivo

(Gazzetta di Campo Tizzoro – ago 09)

 

TEMPI STRETTI E CURVE DI TERZINE…..SE PER TEMPO SI INTENDE TUTTO QUELLO CHE E’ NECESSARIO A STAR DENTRO A UN TUFFO CARPIATO NEL VORTICE DELLA FANTASIA E DEL LASCIARSI TRASCINARE TRA LA GENTE,CON TANTI SPAZI, E POSTI DA VEDERE…..ASSALITI DAL DUBBIO CHE NON SIA IL CASO DI ANDARCI A FAR VEDERE PERBENE ANCHE NOI…MA DA UN LUMINARE DELLA PSICOLOGIA CHE CI POSSA SPIEGARE IL PERCHE’ AVVIENE TUTTO QUESTO…..

NEL MEZZO,TRA UN DUE QUARTI (O MAGARI,MEGLIO UN’OTTAVA…) E UN QUARTINO (DI BUON VINO,AMMALIATORE COME LA “MALVAGIA”,SI,“MALVAGIA” E NON “MALVASIA”…) SI INTRAVEDONO OCCHI E SOPRACCIGLIA D’APPENNINO….E NON SOLO QUELLI NATI UN PO’ IN SALITA,MA ANCHE TANTI ALTRI,MAGARI DI PIANURA, CHE SI  ACCORGONO DI AVERE QUALCHE LONTANA ECO O RADICE (O BARBA,PER DIRLA IN MONTAGNARDO) CHE LI PORTA A MIRARE UN PO’ PIU’ IN SU,PER SERENARE INSERENATE O UN CANTARMAGGIO DI PENDIO…..

ALLERGIA ALLA SCONTATEZZA,ALLEGRIA NELLO STARE IN BARAONDA.

NELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO,CHE POI MAGICAMENTE SI TRASFORMA IN ENTUSIASMO,SI SENTONO GLI ECHI DI VOCI CHE IN UN PASSATO NEMMENO TROPPO LONTANO,CREAVANO FIGURE QUASI EPICHE,DI FATTI E PERSONAGGI A LORO MODO STRANI,CHE A FROTTE SI SAREBBERO POI RITROVATI,GUARDA CASO, LUNGO IL NOSTRO CAMMINO.

MISTERO.

CON L’ORECCHIO TESO ALL’INDIETRO,SI ODONO SUONI  O CONTRASTI CIGOLANTI E STRIDENTI TRA UN POVERO E UN RICCO,COME OGGI SUCCEDEREBBE,IN MANIERA MALEDETTAMENTE ATTUALE,TRA UN CASSAINTEGRATO E UN FAZIOSO SPECULATORE….E GIU’, NELLA CAMBUSA,TUTTO NELLA PIGNATTA,PER FONDERE BATTUTE SACRIPANTI E DISSACRANTI,IN UNA SARABANDA DI EMOZIONI CHE SFERZANO TUTTI E QUATTRO I VENTI…..

SI SUONA A BATTER CASSA,MANTICI E CORDIERE, E TUBI FINO QUASI A SVALVOLARE, E QUANDO CI DOMANDANO “CHE CASSA..?” RIFLETTIAMO UN PO’ SUL O SUI BATTENTI…..IN PARTE QUELLO CHE REALIZZEREMO CON LA “CASSA” DELLE NOSTRE CIDDI’NCISIONI,VERRA’ DEVOLUTO SOTTO FORMA DI STRUMENTI MUSICALI NUOVI,AGLI AMICI DEL GEMELLATO “COLLETTIVO FOLCLORISTICO IVORIANO” DI UN VILLAGGIO AFRICANO DELLA COSTA D’AVORIO, VILLAGGIO CHE  POTREBBE ESSERE COME QUELLO DI CAMPO TIZZORO,SOLO CHE E’ UN CINQUE-SEIMILA CHILOMETRI PIU’ A SUD,E HA UN BEL PO’ DI GRATTACAPI SERI,COL SOLE CHE QUASSU’ SORRIDE E LAGGIU’ SECCA LA TERRA E L’ACQUA….

SPERANZA.

DA NOI AVVIENE QUELLO CHE DI SOLITO SUCCEDE NELLE CATEGORIE PROTETTE,MA AL CONTRARIO….OGNI QUINDICI MUSICISTI “NON ADATTI” DOVREBBERO CONCEDERNE PER LEGGE UNO “NORMALE”,MA NON SI ARRIVA MAI A FAR QUEL NUMERO….ASPETTEREMO….NEL FRATTEMPO CI VIBRANO ADDOSSO LE PAROLE DI UN GUITTO CON GLI OCCHIALI CHE DICEVA:“SIETE AMICI,E QUESTO SI PUO’ FARE…”….SENZA FAR COGNOMI,E SENZA TANTI VOLI PINDARICI,COME LUI SOLEVA ESSERE,SCOPRIAMO OGGI CHE ALCUNI “FOLCLORISTICI” SI RITROVANO LAUREATI NELLE PIU’DISPERATE E DISPARATE FACOLTA’UNIVERSITARIE,COME QUELL’UOMO LI’,CHE IN PIU’ AVEVA UNA LAUREA “HONORIS CAUSA”NELLA FACOLTA’ DELLA “VITA SOCIALE”….E ANCHE IN MEZZO A SPESSE INQUIETUDINI SUL FUTURO,IL TIMONE E’ SEMPRE BARRA (O BIRRA) A DRITTA…A TUTTO VAPORE…. O VINO,FATE VOI….

 GRAZIE SERGIO,

DA TUTTO IL COLLETTIVO

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